Antonio Tony Face Bacciocchi: “Le storie dal rock piacentino”

Guarda 'Le storie dal rock piacentino' su aNobii Cinquant’anni di nomi improbabili, cantine (con comprensibile nervosismo dei vicini) o sperduti cascinali riadattati come sala prove, pomeriggi e festivi passati a provare e riprovare insieme, concerti per pochi intimi, il proprio nome su un disco (e possibilmente qualcuno che lo ascolti).
Cinquant’anni di passione per la musica rock nelle sue varie declinazioni – più qualche puntata in altri generi – raccontati da Tony Face con una sintassi essenziale come la sua batteria ai tempi di quello che è stato il meglio fico del bigoncio, i Not Moving. Figura importante nella storia rock di Piacenza e provincia, l’autore parte dai pionieri degli anni Sessanta – che, a ben vedere, erano solo cover-band e fra i quali appare anche qualche nome inatteso – e finisce a confrontarsi con gli innumerevoli gruppi emersi con il nuovo millennio grazie a maggiori disponibilità di mezzi e di tecnologia.
Non mancano pagine che illustrano gli spazi per suonare che si sono via via succeduti – interessanti in special modo quelle relative agli ingenui festival degli anni Settanta – nonché la piccola realtà produttiva locale, ma la parte del leone la fanno, giustamente, i musicisti. Grande spazio è lasciato alla memoria dei protagonisti, che volentieri si raccontano, a volte in modo assai efficace, narrando, tra le altre cose, di continue rivoluzioni di formazione (a volte sembra che tutti abbiano suonato con tutti) o di improbabili tour all’estero attraverso piccoli centri e sistemazioni avventurose.
Peccato allora che tanto lavoro, fondamentale per riordinare e portare alla luce una materia altrimenti riservata ai soli addetti ai lavori, risulti penalizzato da una serie di difetti micidiali. Dato per scontato l’appesantimento dovuto agli elenchi di gruppi e musicisti e lasciata ad altri, più qualificati, la rilevazione delle imprecisioni, risultano davvero imperdonabili gli errori di scrittura (ci sono anche ripetizioni di parte di frasi) e di grafica (lo scritto dell’autore sarebbe in tondo, quello dei musicisti in italic, ma sovente le due parti si confondono).
Si spera perciò di vedere presto una seconda edizione riveduta e corretta (e se c’è bisogno di qualcuno che rilegga le bozze, mi offro volontario…)

Un pensiero su “Antonio Tony Face Bacciocchi: “Le storie dal rock piacentino”

  1. Vero. Ci sono delle ripetizioni che non c’erano nel testo originale e nn so come minchia siano finite nella stesura finale (e come mai alcune parti siano state invece segate).
    Lo stesso per la sovrapposizione di certe parti grafiche.
    Ha giocato anche la peculiarità del lavoro di accumulo di migliaia di dati (spesso cambiati in corso d’opera da precisazioni, chiarimenti, modifiche, aggiunte etc) e la volontà di fare un lavoro il più possibile “asettico”, cercando di mettere tutti più o meno alla pari ed evitare di anteporre i miei gusti (cosa che poi è stata impossibile).
    Comunque un lavoraccio che, come ho più volte specificato, vuole essere un PRIMO censimento di quello che è accaduto negli ultimi 50 anni da cui QUALCUNALTRO (io no ! ho già dato…) possa partire per rimettere a posto le cose meglio.
    Grazie cmq per la recensione e l’attenzione.
    Tony Bacciocchi

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