Gianni Mura: “Giallo su giallo”

Guarda 'Giallo su giallo' su aNobii Già romanzo è una parola grossa. Oltre metà del libro è occupato dalle cronache del Tour 2005, rimaneggiate per sostituire i nomi: essendone un accanito lettore, sono numerosi i passi che ancora ricordavo, uno per tutti la disquisizione sulla ‘Tarte Tatin’. Poi ci sono le descrizioni delle cene, con dettagli sui piatti e bevande che alla lunga annoiano, almeno il sottoscritto che non ama Montalban e di Camilleri salta regolarmente le deviazioni gastronomiche. Resta tutto attorno un’esile trama gialla che si stiracchia per tutto il libro e che, per un lungo tratto della seconda parte, si inabissa per ricomparire solo nel finale.
La conclusione non è troppo scontata, ma la aiuta forse il fatto che il lettore si è parecchio distratto, nel frattempo, ad inseguire tutti i tic scrittori dell’autore: gustose negli articoli, tali manie risultano alla fine stucchevoli. In tanta negatività, si salva solo la figura del commissario Magrite, poliziotto di stampo classico ma caratterizzato in modo non scontato.
Gianni Mura resta un grande giornalista, sportivo e non, ma scrivere romanzi gialli non è (ancora) il suo mestiere.

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