Fine Before You Came: “Sfortuna”
(La tempesta 2009)
Un disco introverso, questo terzo lavoro dei FBYC, cinque musicisti con base a Milano. Un’introversione che rende i primi ascolti, specie se un po’ distratti, inadatti a entrare in sintonia in modo adeguato. Col passare del tempo, però, si riesce a penetrare nelle atmosfere che questa musica sa creare e la considerazione cresce di conseguenza. Certo, non è un’opera rilassante, partendo dal titolo che ne riflette le traversie di lavorazione, per proseguire con la cupezza che contraddistingue i suoni e per finire con testi intrisi di solitudine ed amarezza.
La prima impressione musicale porta al post rock, ma viene smentita da sferzate elettriche alternate a momenti più riflessivi, anche se non certo pacificati, sovrastati da una voce che preferisce il grido al bel canto (peccato solo che seguire le parole non sia sempre facilissimo). C’è anche un’altra eco, non saprei dire quanto volontaria, che richiama le oscure atmosfere del ‘nuovo rock cantato in italiano’ fiorito soprattutto a Firenze a metà degli anni ottanta, come nei primissimi Litfiba o magari nei Moda: insomma, ‘Spiderland’ può essere un ascendente più immediato, ma non il solo.
Alla fine il gruppo ne esce con bella personalità e l’ascoltatore disposto a non lasciarsi spaventare dalle chitarre minacciose e dalla tristezza diffusa può godersi un disco di rock italiano bello e maturo.
Il disco è scaricabile gratuitamente dal sito del gruppo:
www.finebeforeyoucame.com
