Pietro Citati: “La luce della notte”
Un libro per chi ama farsi raccontare le storie. Un viaggio nel mito: sia nel tempo, dall’antichità all’età moderna, sia nello spazio, dall’Islam alla Cina alle civiltà precolombiane. Le pagine migliori sono proprio da ricercarsi nelle parti dedicate a società più lontane da noi; che trattino del violento tramonto degli Incas e dell’impero Azteco o dell’infinita capacità orientale di elaborare narrazioni; l’unico capitolo che lascia perplessi è quello su Montagne, che risulta un po’ forzato in un libro che parla di mitologie, a meno che il Francese non sia un mito per lo scrittore stesso.
In ogni caso, Citati si conferma lettore enciclopedico con la capacità di restituire la sostanza della pagina altrui: il libro regala mille spunti e curiosità, ed è un vero peccato che la mancanza quasi totale di indicazioni riguardo alle opere che ne stanno alla base renda difficoltoso qualsiasi approfondimento. Come caratteristico nell’autore, la narrazione mette in mostra una lingua ricca di iterazioni e subordinate con la quale non è immediato entrare in sintonia: se non la si trova insopportabile a prescindere, lo scorrere delle pagine aiuta ad accettare il lento flusso di parole e la prosa si fa avvolgente quando non ipnotica.
