John Fante: “1933 – Un anno terribile”

Guarda '1933' su aNobiiRomanzo breve e pubblicato postumo perché il suo autore non ne era soddisfatto, questo libro si legge velocemente ma consente un’immersione profonda negli Stati Uniti provinciali degli anni ’30. L’immigrato di seconda generazione Fante ci mette – come al solito – molto del suo vissuto: l’ambientazione in una famiglia proveniente dall’Abruzzo, la vita trascinata in equilibrio con il rischio che una mossa sbagliata possa far sprofondare nella miseria, la voglia di fuga di un adolescente da un destino di fatica che non vuole sia segnato a priori.
L’opportunità è data dal baseball – cosa ci può essere di più squisitamente statunitense, e perciò ‘integrato’? – e le pagine in cui il protagonista accudisce il suo braccio da lanciatore, possibile lasciapassare per un futuro diverso, sono tra le più lievi del libro. Il romanzo si incupisce con il passare delle pagine, quando Dominic smette di parlarsi addosso e prova a mettere in atto i suoi sogni: nel tentativo patirà il contatto con un ambiente che non è il suo e si spingerà fino ad un punto in cui non avrà più scelta.
L’ultima pagina è praticamente perfetta e testimonia come, a volte, i capolavori vengano un po’ per caso: l’autore aveva già scritto una sinossi dei fatti successivi, ma per fortuna non ha mai voluto trasformarla in nuovi capitoli.

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